Il valore della memoria storica a “Castellammare Città che legge”: dopo “Aspettando la pioggia”, fari puntati sulle lotte del lavoro a Villa Gabola con il Sindaco

La rassegna “Castellammare Città che legge” prosegue il suo viaggio nel cuore della cultura e della storia locale con una serie di appuntamenti di grande richiamo. Dopo l’incontro dello scorso 22 maggio dedicato alla presentazione del volume “Aspettando la pioggia“, la splendida cornice del parco di Villa Gabola ha ospitato ieri, alla presenza del Sindaco Luigi Vicinanza, un nuovo e importante momento di riflessione. Al centro di questo secondo appuntamento vi è stata la presentazione del secondo tomo della collana “A Sud del Vesuvio“, intitolato “Con la dignità e le lotte del mondo del lavoro la democrazia cresce”, un’opera di grande valore che accende i riflettori sulle vicende politiche, sociali e sulle storiche battaglie dei lavoratori che hanno profondamente segnato il nostro territorio.

Aver preso parte attiva a questo percorso, curando direttamente la presentazione e la moderazione dell’incontro di ieri, mi permette di sottolineare come, in qualità di Assessore all’Educazione, all’Identità e alle Politiche Giovanili, io consideri il recupero della memoria storica un tassello indispensabile per la formazione dei nostri ragazzi. Raccontare l’identità stabiese attraverso le sue radici più autentiche, fatte anche di sacrifici e di conquiste sociali, significa infatti fornire ai giovani gli strumenti per comprendere il presente e per sviluppare un forte senso di appartenenza e fierezza verso la propria comunità.

Con il Sindaco Luigi Vicinanza condivido appieno l’obiettivo di rendere la cultura un’occasione diffusa e accessibile di coesione sociale, e la sua presenza ieri testimonia la coralità di un’azione amministrativa che vuole sottrarre all’oblio il nostro passato. Desidero rivolgere un ringraziamento sincero agli autori intervenuti – Alfonso Annunziata, Vincenzo Marasco, Giuseppe Di Massa e Raffaele Scala – per il loro prezioso lavoro di ricerca, e a Gianfranco Nappi, direttore della rivista “Infiniti Mondi”, che ha arricchito il dibattito con le sue conclusioni. Investire nella narrazione della nostra storia significa gettare basi solide e consapevoli per il futuro delle nuove generazioni.