Ho lasciato fluire il dolore, la sofferenza, le grandi emozioni che hanno travolto in questi giorni la tua dipartita dal nostro mondo. E ho ripensato a quello che è stato il nostro rapporto, alla crescita comune, al confronto continuo, a volte anche aspro, in quella che è l’avventura del Festival della Filosofia. Ci siamo confrontati: mi hai regalato la tua ecletticità, io la mia perseveranza, in un reciproco scambio di ispirazione che ha determinato la nascita del Festival della Filosofia, la sua vita, la sua trasformazione e la nostra crescita comune. La volontà di costruire qualcosa di unico, di irripetibile, come dicevi tu, qualcosa che insieme abbiamo costruito. Io magari nel silenzio e nel relativo supporto, tu nella scena, nella forza, nell’energia che determinavi.
Sento la responsabilità e l’imperativo categorico di raccogliere, insieme a tutti gli altri, il testimone, per continuare a costruire, a dar vita, a dare energia a quello che abbiamo edificato fin dalle origini del Festival della Filosofia.
Grazie, Salvatore. Grazie per quello che ci siamo regalati, per quello che mi hai donato, per la consapevolezza, l’energia che hai dato alla mia vita e alla costruzione comune che abbiamo definito insieme che non andrà mai perduta. Grazie ancora.
