Ho pensato a lungo se fosse opportuno scrivere queste poche righe sulla mia pagina FB, a margine dei miei due anni di esperienza politico-amministrativa nel Comune di Castellammare. Ho concluso che fosse giusto prendere commiato dalla città, da chi ha seguito i miei aggiornamenti sulle tante iniziative messe in campo, e ringraziare quanti le hanno sostenute.
Posso senz’altro concludere che questa esperienza politica mi ha dato modo di utilizzare appieno le competenze professionali acquisite negli anni, senza dover mai far ricorso al “mestiere” della politica. Aver formato generazioni di professionisti, esperti che oggi svolgono il loro lavoro con competenza e senso del loro ruolo, aver lavorato nelle mie ricerche antropologiche sul campo sulla possibilità di creare una società transculturale fatta di accoglienza e rispetto della diversità, mi sono stati di non poco aiuto nell’accettare la grande sfida di amministrare la mia città, di cui conosco le contraddizioni e le grandi potenzialità. La studio da decenni e la vivo da sempre.
Dal “mestiere” della politica, di cui conosco tutti i meccanismi, che non mi appartengono, mi sono tenuta alla larga, concependo la politica esclusivamente come servizio rivolto alla collettività e alla gestione del bene comune, strumento straordinario per raggiungere obiettivi collettivi. Da questa visione condivisa della politica è nata la mia collaborazione col Sindaco Luigi Vicinanza.
In questi due anni di lavoro ho cercato di mettere in campo azioni e progetti che potessero durare nel tempo, che non avessero mai il marchio della propaganda o della celebrazione momentanea. Una delle teoriche del pensiero politico a me più cara, Lia Cigarini, definisce questo modo di fare politica “la politica del desiderio”, quella che ho cercato e cercherò ancora di praticare nei miei spazi e nei miei modi, offrendo alle nostre comunità l’opportunità di una sana crescita democratica. Questo è il modo di fare politica, nel rispetto della più antica etimologia greca, nel quotidiano, che continuerò a portare avanti e che niente e nessuno mi potrà impedire di perseguire.
Resta il rammarico di non aver potuto fare di più.
Di tutte le iniziative avviate e realizzate, quella di cui vado più orgogliosa è l’organizzazione e la salvaguardia dell’Archivio storico, al piano terra della prestigiosa Reggia di Quisisana; spero che venga aperto, è ormai pronto, con la sezione dedicata alla biblioteca di Annibale Ruccello. Avevamo pensato con il Sindaco di inaugurarlo il 26 luglio.
Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato con me: dirigenti scolastici, associazioni, singoli cittadini, dirigenti e funzionari del Comune, consiglieri comunali, giunta, di cui sono fiera di essere stata parte.
E, infine, grazie a Luigi Vicinanza che mi ha dato la possibilità di condividere questa esperienza straordinaria.
