L’inaugurazione del sentiero che conduce alla suggestiva cascata del Rio Lavello, tra i boschi di Quisisana, rappresenta un traguardo che mi riempie di gioia. Questo progetto, che ho seguito con grande determinazione in qualità di Assessore all’Educazione, all’Identità e alle Politiche Giovanili, nasce da un’idea di recupero del Comune di Castellammare di Stabia per restituire alla cittadinanza un patrimonio che unisce natura e memoria storica.
Il percorso di 1500 metri lungo l’antico acquedotto borbonico è oggi impreziosito da un eccezionale lavoro corale. Desidero ringraziare profondamente le numerose associazioni stabiesi che hanno collaborato con passione: l’Archeoclub, il CAI (Club Alpino Italiano) sezione di Castellammare di Stabia, l’associazione Necropoli, Santa Maria la Carità e il Gruppo Identità Stabiane. Un ringraziamento particolare va a tutte le realtà che fanno capo al gruppo Identità Stabiane, il cui contributo è stato fondamentale per riscoprire e valorizzare la nostra fierezza di appartenenza.
Un momento di grande valore educativo è rappresentato dalla donazione delle “rigiole” artistiche, nate dal progetto della maestra Anna Di Capua con la scuola Bonito Cosenza. Queste opere, installate su appositi supporti sostenibili, testimoniano come la scuola e il territorio possano dialogare per la cura del bene comune. Insieme al Sindaco Luigi Vicinanza e all’Ente Parco Monti Lattari, abbiamo voluto che questo sentiero non fosse solo una via naturalistica, ma un laboratorio di cittadinanza attiva dove i nostri giovani possono riconoscersi e sentirsi a casa.




