Lunedì 30 marzo entra ufficialmente nel vivo “La Città che Pensa e che Partecipa”, un progetto che ho voluto con forza e che sto seguendo con cura, in qualità di Assessore all’Educazione, all’Identità e alle Politiche Giovanili, per scardinare l’idea tradizionale di educazione e mettere al centro il pensiero libero dei più piccoli. Questa iniziativa coinvolge circa 120 alunni dei sei Istituti Comprensivi cittadini e si affianca al percorso già avviato con il Consiglio delle Bambine e dei Bambini, l’organo consultivo voluto dal Sindaco e dall’Amministrazione per dare voce reale ai nostri cittadini più giovani.
Attraverso i laboratori di Philosophy for Children, curati dagli esperti del CRIF, le classi si trasformeranno in vere comunità di ricerca. Non vogliamo che i bambini imparino nozioni, ma che la città impari a stare in ascolto del loro pensiero autentico, capace di illuminare zone che noi adulti spesso non vediamo più. Il progetto gode della preziosa sinergia con il Laboratorio Regionale della città di San Giorgio a Cremano, punto di riferimento internazionale che ha siglato con noi un protocollo d’intesa per trasformare la riflessione in una forma concreta di cittadinanza attiva.
Rivendicare l’identità stabiese oggi significa anche questo: investire sulle intelligenze dei nostri figli affinché imparino a prendersi cura del bene comune. Per me, costruire questo modello di partecipazione significa riconoscere che il bambino non è un futuro cittadino, ma un cittadino del presente con pieno diritto di parola. Se i bambini imparano a pensare insieme, domani avremo una città capace di progettare il proprio futuro con più solidarietà e meno pregiudizi. Il percorso culminerà a giugno, quando le proposte dei ragazzi si incontreranno negli spazi pubblici della città per restituirci una visione di Castellammare libera e pensante.



