“Noi e Don Rafele”: il teatro di Viviani rivive attraverso la voce degli studenti stabiesi

Questa sera al Teatro Karol si compie un percorso che mi riempie di profonda soddisfazione, portando in scena il cuore pulsante della nostra cultura. Lo spettacolo “Noi e Don Rafele”, che ho promosso con convinzione in qualità di Assessore all’Educazione, all’Identità e alle Politiche Giovanili, rappresenta la naturale conclusione di un anno di iniziative dedicate a Raffaele Viviani. Questo laboratorio non è stato solo un esercizio artistico, ma un vero e proprio viaggio nell’archeologia dei sentimenti, dove la storia del nostro drammaturgo si è intrecciata con i sogni e le domande dei giovani di oggi.

Vedere gli studenti degli istituti Sturzo, Vitruvio, Ferrari, Viviani, Severi ed Elia lavorare fianco a fianco dimostra quanto il territorio sappia fare rete quando si parla di identità. Insieme al Sindaco Luigi Vicinanza, abbiamo voluto che questo progetto, curato con maestria da Camilla Scala e Anna Spagnuolo, offrisse ai ragazzi gli strumenti per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile. Mettere a confronto la Piedigrotta di Viviani con la vitalità delle nostre strade oggi significa riconoscere che le radici della nostra fierezza di appartenenza sono vive e capaci di generare nuovo senso.

Desidero ringraziare profondamente Casa del Contemporaneo e la Tavole da Palcoscenico Academy per aver sostenuto questa visione, insieme ai dirigenti scolastici e ai docenti che hanno accompagnato i ragazzi. Restituire Viviani alle nuove generazioni significa garantire che la nostra memoria non resti polvere, ma diventi linfa per il futuro. Questo spettacolo è la prova che la creatività dei nostri giovani è la risorsa più preziosa per una comunità che vuole dirsi davvero unita e consapevole della propria storia.